Niente…quelli dell’I-day festival han detto che il gig si farà anche senza Oasis…non ci sono ancora notizie su di Liam. spero che questa volta sia come per milano nel 2000 dove liam andò in concerto da solo ,con noel che non ne voleva più sapere, ma dopo ci ripensò; cazzo spero con tutto il cuore che Noel ritorni come fece allora…sembrava tutto perso ed invece? o quanto meno fare un ultimo grande concerto d’Addio e poi sciogliersi(sigh!) più dignitosamente. Non può finire così cazzo non può, mancavano 3 date!!!mannazza a noel però!!!!un bambino viziato cacchio, ha detto la gente dica quel che vuole…bene io dico mannaggia a te e credo che la colpa sia tua! perchè non ci voleva nulla a completare il tour, non erano 100 date che mancavano ma 3! almeno ripeto, annunciare un’ultima grande data e poi l’addio………….spero di no!!!10 anni e + di colonna sonora della mia vita è svanita..non può finire così…28 agosto 2009 gli oasis non possono non esistere +!!!!!so disperat lo so
Cmq ecco cosa riporta corriere.it
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MILANO — Il rock non muore mai. Le band, anche quelle grandi, passano. Ad abbandonare la scena ora sono gli Oasis. «È con un po’ di tristezza e grande sollievo che vi dico che questa notte lascio gli Oasis. La gente scriverà e dirà quello che vorrà, ma semplicemente non potevo lavorare con Liam un giorno di più. Le mie scuse a tutte le persone che avevano comprato i biglietti per Parigi, Costanza e Milano ».
Con un messaggio sul sito ufficiale del gruppo, Noel Gallagher, chitarrista e mente degli Oasis, ieri notte ha ufficializzato l’addio. Incompatibilità di carattere con il fratello minore e capriccioso Liam, il cantante, sfociate nell’ennesima scazzottata. Pare per una banale discussione sulla divisione dei camerini avvenuta prima del concerto di ieri a Parigi. E quello che avrebbe dovuto essere l’ultimo show del tour, quello di domani a Milano-Rho, potrebbe essere annullato. «Restiamo in attesa di una comunicazione ufficiale», hanno fatto sapere in nottata quelli di Indipendente, il promoter italiano. Non sarebbe la prima volta per gli Oasis senza Noel. Accadde anche nel 2000 quando il maggiore dei Gallagher, stanco delle bizze dell’altro, lasciò la band nel mezzo di un tour. E proprio al Forum di Milano gli Oasis debuttarono con una formazione modificata, con un chitarrista inserito in tutta fretta. Liti e dissapori fra i due Gallagher hanno segnato la storia della band, forse sono serviti anche per far parlare del gruppo, ma dopo l’uscita di «Dig Out Your Soul», loro ultimo album pubblicato lo scorso autunno, i segnali che qualcosa stesse andando peggio del solito si erano intensificati.
Questa settimana era stato annullato uno spettacolo al V Festival nell’Essex per una laringite di Liam. Malattia diplomatica? «Liam non ha mai voluto venire a vedere mio figlio, ha visto solamente delle sue foto», si era lamentato Noel di recente. «Staremo fermi 5 anni», aveva poi annunciato ala stampa inglese, gettando nel panico i fan. All’inizio dell’estate altre dichiarazioni che lasciavano trasparire pessimi rapporti in famiglia le aveva rilasciate in un’intervista al Corriere . «Possiamo far funzionare gli Oasis senza per questo dover essere i migliori amici — aveva sbuffato il chitarrista —. Jagger e Richards (dei Rolling Stones ndr ) non lo sono di certo. Capisco che la gente trovi affascinante il fatto che siamo fratelli, ma per me è noioso. Inutile dire bugie, raccontare che andiamo d’accordo». Nati nella Manchester operaia all’inizio dei Novanta, gli Oasis sono esplosi nel 1994 con il loro primo album «Definitely Maybe», seguito nel ’95 dall’altrettanto storico «(What’s the Story) Morning Glory?»: rock fra Beatles, Who e Kinks, i padri nobili della musica made in Uk. Sono stati icone della cool Britannia, il premier inglese Tony Blair li invitò a Downing Street, la loro sfida social-musicale con i «fighetti» Blur che fece rivivere la rivalità Beatles-Stones, i milioni dischi venduti in America che avevano risvegliato dopo anni l’orgoglio nazionale inglese… Il terremoto che tutti si aspettavano da anni è quindi arrivato. E forse ha spaccato per sempre uno dei gioielli del rock.
di Andrea Laffranchi
Fonte: Corriere.it